Il lungomare di Levante PDF Print E-mail
MilazzoE' consigliabile ritornare in Piano Baele e da qui imboccare la via Giacomo Medici ritenuta, non a torto, "Il salotto di Milazzo". Sul suo lato occidentale spicca il Palazzo Proto di forme ottocentesche, attribuito all'arch. Francesco Saverio Basile; sul lato orientale invece, allo sbocco della via nel lungomare, si può ammirare la rinascimentale Chiesa di S. Giacomo, edificata come ex-voto dal re Alfonso di Aragona "DIVO IACOBO APOSTOLO OB URBEM AB HOSTIBUS LIBERATAM ANNO 1434" (come si legge nell'iscrizione posta sull'ingresso laterale). La facciata, coronata da timpano, presenta un portale in marmi policromi sormontato da una nicchia con statuetta di S. Giacomo. Al suo interno si trova il secentesco altare maggiore, prelevato dal vecchio Duomo, splendido per le tarsie marmoree policrome. Sul lato esterno occidentale della chiesa è stato ricostruito il portale della piccola Chiesa di S. Francesco Saverio (1660) che un tempo sorgeva nell'area adiacente; quest'elemento architettonico è comunemente attribuito all'arch. G.B. Vaccarini (attivo a Milazzo ai primi del '700). Allo sbocco della via G.Medici nel Lungomare Garibaldi la vista può spaziare liberamente per gli oltre cinquecento metri di banchina alberata che Milazzodelimitano la costa orientale. La "Marina Garibaldi", oltre a fronteggiare scenograficamente "la palazzata" sette-ottocentesca della nobiltà milazzese, ha una funzione di raccordo urbanistico fra il porto, centro moderno e Borgo. Nel primo tratto di lungomare vi è il Monumento ai Garibaldini (1897); procedendo verso nord, ai numeri civici 65 e 72, si trovano i due Palazzi D'Amico. Il primo presenta un interessante portale del '600; il secondo, più imponente ma in precarie condizioni statiche, ha una facciata settecentesca con portale circoscritto da attico sostenuto da due semicolonne. E' stato acquistato dal Comune che lo dovrebbe restaurare e adibire a centro socio-culturale polivalente. Segue il Palazzo Lucifero (inizi '900) sulla cui facciata sono ancora visibili i fori dei proiettili dell'ultimo conflitto, alcuni edifici moderni (sorti a scapito di palazzi nobiliari) e la Chiesa di S. Maria Maggiore. Eretta e dedicata a S. Elmo (o S. Ermo) nei primi anni del '600, assunse forse l'attuale denominazione in seguito alle radicali modifiche subite nel XVIII secolo. La facciata neoclassica è incorniciata da alte lesene con capitello ionico sostenenti un timpano. Una lapide posta sulla facciata ricorda il legame dell'edificio alla vicende della Milazzospedizione dei Mille: sulla soglia infatti vi dormì, tra il 20 e il 21 luglio 1860, Giuseppe Garibaldi. L'interno a navata unica presenta cinque altari laterali, stucchi settecenteschi e un soffitto riccamente affrescato da Scipio Manni nel 1762 con scene dell'Antico e del Nuovo Testamento. Quest’artista che, come si è visto, ha realizzato su commissione altri importanti lavori (oggi custoditi all’interno del duomo moderno) è attivo a Milazzo nel III quarto del XVIII sec.: i motivi della sua venuta , così come la sua improvvisa scomparsa lasciano ancora oggi interrogativi insoluti; la sua opera rimane l’unica eloquente testimonianza di un artista dalla personalità notevole, profondo conoscitore delle più raffinate realizzazioni della sua epoca.
Poco oltre si può ammirare la facciata settecentesca del Palazzo Greco-Fulci, mentre la sua facciata posteriore (sulla via S.Maria Maggiore) presenta un linguaggio decorativo più sobrio, presumibilmente tardo-rinascimentale.
Ci troviamo ora nel cuore del quartiere Vaccarella, dove si svolgevano tutte le attività marinare della città Milazzosotto la protezione delle possenti fortificazioni del Castello. Il quartiere presenta ancora oggi una notevole coesione sociale grazie alla pesca, praticata da gran parte dei suoi abitanti: in questo tratto di spiaggia stipata di barche di legno variopinte, ferve l'attività di interi nuclei familiari. Nella piacevole uniformità architettonica offerta dalle modeste abitazioni private (tutte dipinte con colori chiari) si inseriscono discretamente le moli dell'Asilo Calcagno e del vecchio Ospedale Civico. Entrambi gli edifici, ora esposti ad un inesorabile degrado, potrebbero essere recuperati dalle autorità competenti per ospitare esposizioni temporanee o permanenti sulla attività tradizionali legate allo sfruttamento delle risorse del mare. La strada, abbellita da numerose piante ornamentali, panchine ed aiuole, prosegue per lo slargo dove ha inizio la Strada Panoramica che costeggia la riviera di levante e conduce al Capo.
 
 
 
 
Testi e foto - Fonte www.milazzonline.it